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cosmo girl

L'universo mi manda segnali contrastanti. Come in quella canzone di Silvestri "sono attaccata ad un filo" e qualcuno è lì lì pronto con le forbici, intenzionato ad indicarmi la retta via.
Probabilmente tagliando quel filo ad un altezza piuttosto che un'altra, cadrei in un punto diverso da quello scelto da me. Quando ti butti con un paracadute sai grosso modo dove il vento (e l'istruttore) ti faranno spiaccicare, ma non puoi esserne sicuro al centimetro. Mai.
Il mio filo deve essere lungo un'infinità di chilometri. Se ad ogni scelta è stato tagliato e riannodato ora potrei usarlo per rifasciarci la sedia di paglia che uso in ufficio. Magari verrebbe anche un bel lavorino. Se ogni decisione aggiunge un nodino a quel filo, è anche possibile che i fili di altri si siano aggrovigliati con il tuo, spesso e volentieri. Uno scubidù di scelte buone o no, ma comunque fatte.
La vera domanda è: chi ha le forbici? Spesso la sensazione di decidere qualcosa che non è veramente quello che vuoi fare è troppo forte perchè tu la ignori. E allora, cos'è? I nastri si sono arrotolati talmente tanto che si stanno strozzando tra di loro? Oppure è il contrario? Siamo talmente poco aggrovigliati che scegliamo qualcosa che ci incasini volutamente, per far colore?

Probabilmente è sono l'universo che ci sballottola come in una di quelle macchine regalo-palline, dove devi sbatacchiare il distributore per riuscire a prendere la sfera con la biglia invece di quella con l'orologio!
E il Cosmo ci parla ma noi non lo sentiamo. E allora ci va di forbici.

Pubblicato il 30/7/2009 alle 13.35 nella rubrica Diario.

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